martedì 28 febbraio 2017

La bellissima storia di Dante, il cane che ha salvato la vita alla sua padrona così

L'ennesimo gesto straordinario e inaspettato compiuto da un animale verso una persona.
Dante, il beagle che ha salvato la vita della sua padrona
 
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Il cane Dante, un beagle di sei anni, ha salvato la vita della sua padrona Renata compiendo un atto davvero incredibile. Ecco cosa ha fatto di così straordinario.
Cosa è accaduto

Dopo una lunga giornata di lavoro la padrona è rientrata in casa, era in bagno e all'improvviso ha avvertito un malore. Sofferente, si è immediatamente accasciata a terra cadendo bruscamente, ed ha cercato aiuto urlando e richiamano l'attenzione dei vicini di casa per essere soccorsa in tempo. Renata, 47enne originaria di un piccolo paese in Toscana, Pontedera gridava disperata: "Sto morendo, qualcuno mi aiuti".

Cosa ha fatto Dante, il cane eroe

Sentendo la sua padrona urlare, Dante è corso in sala da pranzo e con il muso ha tentato di far cadere il cellulare della padrona che si trovava sul mobile porta televisione. Dopo aver recuperato l'apparecchio è andato dritto in bagno, ha raggiunto la sua amata padrona e le ha dato la possibilità di chiamare immediatamente aiuto. Renata continuava ad urlare, temeva il peggio, ma così facendo il beagle Dante le ha salvato la vita.

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sabato 25 febbraio 2017

I cani e le scimmie preferiscono le persone gentili

L’Università di Kyoto ha osservato i comportamenti di cani e scimmie cappuccine, notando come entrambe le specie siano pronte a giudicare gli esseri umani in base alla loro condotta sociale ed alla loro disponibilità nell’aiutare gli altri


CHI POSSIEDE un cane dovrebbe prestare attenzione a come si comporta con gli altri. Perché il migliore amico dell’uomo osserva il proprio padrone e lo giudica, dimostrando di preferire chi è gentile con tutti. Lo stesso tipo di atteggiamento è stato registrato anche nelle scimmie cappuccine, tanto che la domanda diventa più generale e ci si chiede se anche altre specie possano effettuare valutazioni simili.

Le considerazioni partono da una ricerca presentata da un team di studiosi dell’Università di Kyoto, guidati dallo psicologo James Anderson, e pubblicata sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral Reviews. Dai test, infatti, è stato notato che sia le scimmie cappuccine, sia i cani osservano gli esseri umani e il loro modo di interagire con i propri simili, manifestando meno simpatia per coloro che non sono disposti a condividere o ad aiutare gli altri.


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venerdì 24 febbraio 2017

#controlaviolenzasuglianimali: aiutateci a raggiungere mezzo milione di firme!



22 feb 2017 — Ragazzi,
stasera vi raccontiamo la storia di Rocco, un ragazzo dolcissimo cui è stata avvelenata la cagnolina di nome Luna.
Ancora una volta c'è qualcuno che si diverte a fare male agli animali.
La scorsa volta ci siamo occupati del cane Angelo e della cagnolina Pilù e abbiamo lanciato una petizione che ha avuto un grande successo.
La petizione che avete firmato per cambiare la legge e proteggere tutti i nostri amici animali è sempre attuale.
Siamo arrivati a 370.000 mila firme.

Aiutateci a continuare questa battaglia e a raggiungere 500.000 firme, così chi sta al parlamento e al governo non potrà non prenderci in considerazione!

martedì 21 febbraio 2017

Il letargo brevissimo dell'orso Francesco: uscito dalla tana per il caldo delle Alpi

È durato soltanto 48 giorni il "ritiro" del plantigrado in Carnia: "Diciassette gradi e neve sciolta: troppo poco perché continuasse a dormire" di BRUNELLA GIOVARA


Si è svegliato di colpo perché faceva caldo, e pure umido. Il suo cervello di orso ha pensato: "È primavera, è ora di uscire". E in effetti dalle sue parti, sulla montagna tra Preone, Socchieve e Verzegnis, c'erano ben 17 gradi e la neve si stava sciogliendo. Una falsa primavera, perché giovedì scorso in Carnia c'è stata una botta di caldo innaturale che dopo soli 48 giorni ha svegliato dal letargo Francesco, 9 anni, 189 chili, biondo naturale, goloso di brioches, dotato di elegante radiocollare e quindi sempre rintracciabile, e lo ha spinto fuori dalla tana.

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mercoledì 15 febbraio 2017

Ucciso dai bracconieri il cane amico degli anziani

Menconico, sconvolti gli ospiti della casa di riposo di San Pietro Casasco. Jazz, due anni, era la loro mascotte e veniva utilizzato per la pet therapy


MENCONICO (PV) Hanno avvelenato Jazz, il cane amico degli anziani ospitati nella casa di riposo di San Pietro Casasco a Menconico. Un boccone avvelenato ha ucciso il Golden Retriever bianco abilitato alla pet therapy (e cioè la cura delle persone utilizzando l’empatia che si crea tra uomo e animale) e diventato la mascotte della struttura situata nel piccolo comune montano.

«Jazz aveva due anni ed era un cane straordinario che amava ricevere tante coccole strappando un sorriso a tutti – racconta commossa Alessandra Marchesotti, proprietaria del Golden Retriever e direttrice della casa di riposo –. Jazz era stato abbandonato proprio nelle vicinanze della mia casa a Benegassi, frazione di Montancuto (Val Curone). Quel giorno me lo ricordo come fosse ieri: è stato subito amore a prima vista. Il suo sguardo mi ha intenerito e ho deciso di occuparmene. Io e Jazz abbiamo seguito un corso di per therapy ad Ovada e dopo aver ottenuto l’abilitazione ha iniziato a collaborare per la struttura donando spensieratezza e amore agli ospiti della casa di riposo».

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venerdì 10 febbraio 2017

Repubblica.it Nuova Zelanda, muoiono 300 balene spiaggiate: il lavoro dei soccorritori per salvarne altre 100


Volontari, protezione civile, veterinari, guardia costiera e organizzazioni di assistenza agli animali hanno lavorato ore, sulla pittoresca spiaggia di Golden Bay, in Nuova Zelanda, nel tentativo di salvare circa 400 balene pilota che si sono arenate sul bagnasciuga. Purtroppo, almeno 300 sono già morte e per salvare le rimanenti, l'agenzia governativa per l'ambiente ha deciso una mobilitazione straordinaria, 24 ore su 24, per cercare di riportare in acqua e spingere al largo quelle che ancora stanno sopravvivendo

Fonte

Ucciso "Lupo Claudio" che insegnava agli uomini come vive il branco

L'animale, munito di radiocollare, si era spostato dalla zona del Parco del Gran Sasso verso le Marche e qui è stato trovato senza vita. "Un gesto stupido e vigliacco"

 

Roma, 9 febbraio 2017 - Un altro lupo, specie protetta, ucciso. Potrebbe sembrare un episodio di bracconaggio come tanti compiuti in Italia da chi non riconosce le regole e uccide specie protette - spiega una nota del Parco Nazionale del Gran Sasso - ma 'Claudio' era un lupo dotato di radiocollare, e da quando venne ritrovato ferito, curato e rimesso in libertà trasmetteva importanti notizie allo staff del Progetto Life MircoLupo. Notizie importanti sulle abitudini, sui movimenti dell'animale, sul suo branco: notizie difficilmente ottenibili in altro modo. Lupo Claudio era stato recuperato il 20 marzo 2016, dopo un investimento con un'auto, dal personale Forestale e dai tecnici dell'Ente Parco tra Rocca Santa Maria e Torricella Sicura, in provincia di Teramo.

Dopo le analisi da protocollo, le cure necessarie e una notte in osservazione, era stato reimmesso in natura nel luogo del suo ritrovamento, ma non prima di averlo dotato di collare munito di rilevatore Gps. Da quel momento Lupo Claudio aveva iniziato a trasmettere importanti notizie. "Avevamo, ad esempio, appreso che si era presto riunito al branco originale e aveva iniziato a frequentare una zona marginale dell'area protetta", dicono dal Parco del Gran Sasso. "Per mesi avevamo seguito Lupo Claudio, e grazie anche ad avvistamenti ed alle tracce individuate, eravamo riusciti a capire come si muoveva e che non era solo - proseguono dal Parco del Gran Sasso - Avevamo scoperto che da qualche tempo aveva lasciato la zona e il branco, era andato in dispersione verso le Marche ed era alla ricerca di un nuovo territorio in cui vivere. Aveva passato tutto il territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma è stato ucciso e la sua avventura come la nostra storia finisce sotto un ponte del comune di Cessapalombo in provincia di Macerata".

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A fine mese arriva la mutua (privata) per cani e gatti

 

 



giovedì 9 febbraio 2017

Gatto salva un uomo rimasto intrappolato in un garage


Ivy è una gattina di due anni. Vive con Mary Johnston, una donna di 72 anni di un piccolo paesino canadese. Nei giorni scorsi la micia è finita sui giornali locali per aver salvato un vicino di casa rimasto intrappolato nella porta del garage.

«Ivy di solito ama stare sul divano accanto alla mia sedia quando leggo» racconta la donna. Ma quel giorno è saltata sul davanzale e ha iniziato ad andare su e giù guardando nervosamente fuori dalla finestra. Era così agitata che è saltata in braccio a Mary per attirare la sua attenzione, cosa che di solito non fa mai.

«Ad un certo punto ho sentito provenire da fuori quel solito lamento che i gatti fanno quando sono in difficoltà» spiega la donna che ha deciso di uscire per vedere che cosa stesse accadendo. Avvicinatasi al finile del suo vicino Eric Russell ha scoperto che proprio quell’uomo era rimasto bloccato in aria con il braccio incastrato nella porta del garage.

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Il gatto in versione baby sitter (video)

 

 

sabato 4 febbraio 2017

Una ragazza e il suo cane salvano una capra con il suo piccolo

Fulvio Cerutti

Hamdü Sena Bilgin ha solo 11 anni, ma la vita in un piccolo villaggio fuori dalla città di Rize, in Turchia, l’ha fatta crescere in fretta. Lei e la sua famiglia lavorano in una piccola fattoria dove allevano delle capre per il loro latte.

Anche se ancora giovane, lei è già abituata a fare la pastorella insieme ai suoi cani. Qualche giorno fa una delle capre a un certo punto ha avuto le doglie. Temendo che la capra ed il suo piccolo nascente fossero troppo deboli per riuscire a tornare da soli la giovane pastorella ha deciso di intervenire: «Dopo il parto ho condotto il resto della mandria verso casa - racconta Hamdü Sena -. Poi ho preso due zaini da casa e sono tornata con Tomi dalla capra e dal suo piccolo».

Una volta arrivati sul posto la ragazza ha caricato la capra nel suo zaino ed il piccolo nato nello zaino del suo amico a quattrozampe: «È un buon cane ed è molto intelligente» così si è incamminata nel terreno ripido e pieno di neve per portare in salvo ed in sicurezza la nuova famiglia.

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Balena spiaggiata in Norvegia: aveva mangiato 30 sacchetti di plastica

Una balena arenata, trovata sull’isola di Sotra, vicino a Bergen, in Norvegia, aveva dentro lo stomaco una trentina di sacchetti di plastica. L’autopsia effettuata sul corpo dell’animale ha rivelato che l’intestino era stato completamente svuotato da ogni residuo di cibo e che la balena deve avere sofferto molto prima di morire. Il più lungo dei sacchetti misurava due metri. L’autopsia e la morte di questo gigante del mare ha riportato nuovamente l’attenzione dei media norvegesi e non solo sul problema allarmante dell’inquinamento dei mari.


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venerdì 3 febbraio 2017

Un cane avvelenato salvato grazie a un’ambulanza improvvisata

Escot giaceva davanti al negozio di alimentari del suo amico umano sull’isola Isabela, in Ecuador. Era immobile, come se stesse aspettando la morte. «Stava iniziando a tremare - racconta la dott.ssa Tjarda Reints Bok, veterinario del Darwin Animal Doctors, intervenuta in aiuto dell’incrocio di Labrador di 4 anni -. Ero molto preoccupata. Normalmente quando iniziano a tremare non si può fare più niente. È come se fosse il punto di non ritorno».

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Il gatto più paziente del mondo? Forse è questo, scoprite il perché

 

 

giovedì 2 febbraio 2017

Alt al piano per sparare ai lupi: le Regioni ottengono il rinvio

La mancanza di consenso ha spinto al rinvio. Emiliano: "Il lupo è essenziale anche per arginare la pressione dei cinghiali". Contrarie agli abbattimenti tutte le associazioni ecologiste, dal Wwf a Legambiente


ROMA - La licenza di uccidere i lupi non è passata. Niente via libera dalla Conferenza Stato Regioni che avrebbe dovuto dare semaforo verde al piano, preparato dal ministero dell'Ambiente, che includeva la possibilità di interrompere la rigorosa tutela che ha permesso a questo animale simbolo di sopravvivere. La decisione ufficiale è un rinvio, di fatto è mancato l'accordo politico. La pressione delle associazioni ambientaliste (mobilitazione del web, manifestazioni davanti al ministero degli Affari regionali, digiuno di protesta degli ecoradicali) e l'orientamento delle Regioni hanno portato a un aggiustamento del tiro. "La decisione della Conferenza Stato-Regioni di rinviare l'approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo, come richiesto dal Wwf Italia e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network nelle azioni promosse dall'Associazione, è un primo importante segnale", ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del Wwf Italia.

Il piano in realtà prevede 22 misure: solo nell'ultima è stata inserita una deroga che permette l'abbattimento dei lupi, sia pure in casi definiti "eccezionali". Ma, visto che queste eccezioni sono già piuttosy, to frequenti (in 4 anni sono stati ritrovati 137 lupi uccisi dall'uomo), l'idea di ricominciare a sparare a uno degli emblemi della rinascita della natura ha incontrato forti opposizioni.

Anche perché, come ha notato il governatore della Puglia Michele Emiliano, "il lupo è essenziale in molti luoghi, soprattutto del Centro Sud, per mantenere un equilibrio dell'ecosistema nei confronti, ad esempio, di un'altra specie che provoca molti danni all'agricoltura, i cinghiali". E così la richiesta al governo di eliminare il permesso di uccidere i lupi è stata sottoscritta da molte Regioni.

Contrario agli abbattimenti il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. E per il rinvio si è pronunciata la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani: "Non passano certo sotto silenzio le ragioni degli allevatori, ma bisogna anche tenere nel debito conto l'evoluzione della nostra sensibilità ambientale: per decenni noi e i nostri figli siamo cresciuti nel timore che un animale nobile come il lupo sparisse definitivamente dall'Italia".


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Nel centro di Monte Adone, dove si salvano i lupi: "Fermate l'abbattimento"

I lupi salvati dal Centro Monte Adone

 

 

 

Il falco che ogni giorno fa visita alla telecamera dell'autostrada inglese e la osserva

Il video catturato dalle telecamere a circuito chiuso dell’autostrada di Gloucestershire, Gran Bretagna, mostra una scena curiosa
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mercoledì 1 febbraio 2017

Il gatto senza orecchie ritrova la serenità. La storia di Eddie

Non ha orecchie e denti ma finalmente la sua vita sta tornando alla normalità. Eddie era un gatto strabico appartenente a una colonia randagia di Beacon, nello stato di New York. “A prendersi cura del gruppo era un volontario animalista, che quando si è reso conto dei suoi problemi ha deciso di portarlo dal veterinario”, racconta la sua nuova padrona, Jennifer Blakeslee, che ha aperto una pagina Instagram per raccontare la sua storia.

 

Eddie era un gatto scontroso e diffidente. Il personale ha scoperto che il micio aveva otiti croniche in seguito alle quali si è resa necessaria l’ablazione dell’orecchio, causando la sordità totale. Dopo l’intervento tutto è cambiato. “Da irritabile è diventato dolce e disponibile. Non si era mai fatto prendere in braccio o grattare la pancia: ora sono i suoi passatempi preferiti”, racconta Jennifer.

 

“La scorsa estate abbiamo notato che si grattava spesso le orecchie. Sui padiglioni si era formato talmente tanto tessuto cicatriziale da causargli ancora più prurito. Si stavano formando anche delle cisti, precorritrice del cancro. Abbiamo così deciso di intervenire, rimuovendo completamente le orecchie“, spiega Jennifer.

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