domenica 30 aprile 2017

“Nel 2018 il primo mammut clonato”

Il ghepardo è l’animale più veloce del pianeta. Veloce, velocissimo anche nella sua corsa verso l’estinzione. Secondo le ultime stime, in libertà ne esistono poco più di 7 mila esemplari, quasi tutti concentrati in 6 paesi africani. In Asia, dove prima era diffuso, ne restano solo 50, tutti in Iran. Di questo passo, entro pochi anni, anche il ghepardo entrerà nella lista nera delle creature fatte sparire dalla più spietata e crudele delle specie: gli esseri umani.

Mammut, un passo più vicini alla clonazione

Una delle indicazioni principali consiste nel concentrarsi su animali scomparsi di recente, piuttosto che quelli spariti da tempo immemore. Ecco perché i dinosauri non sono in agenda. E poi, ancora, lavorare solo su quelle specie che possono essere ripristinate in abbondanza, in modo da poter influire sull’ambiente. Tra i candidati in testa all’elenco, compaiono i mammut. Gli ultimi esemplari si sono estinti in epoche storiche- verso il 4 mila a.C. Questa specie di pachidermi lanosi potrebbe aiutare convertire  la tundra artica in pascoli favorendo una lenta modifica del clima.

Recuperare delle sequenze genetiche dalla carcasse di mammut trovate nel permafrost non è difficile, spiega il sito Futurism.com. I genetisti ne hanno già prelevate nelle orecchie, nel grasso sottocutaneo o dai lunghi peli. Una volta selezionati e trattati, questi geni antichi sono stati impianti nelle cellule epiteliali di elefante.  Questo tessuto di coltura rappresenta il primo passo per riavere il DNA del mammut. Ma oltre all’editing genetico, si può anche procedere tramite la clonazione.

“Possiamo utilizzare davvero questi strumenti per la conservazione delle specie?”, si è chiesto uno degli autori delle linee-guida, l’ecologo Douglas McCauley. “La risposta a questa domanda richiede molti punti di vista, non solo dei genetisti che stanno conducendo gli esperimenti, ma anche di altri tipi di ricercatori- ecologi, biologi, addetti all’ecosistema.” Il processo  però, sembra già ben avviato.

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Riportare in vita Buttercup

 

 


 

venerdì 28 aprile 2017

Fermiamo La Corrida - Chiediamo l'abolizione totale di questa barbarica tradizione

Ogni anno in Spagna vengono promosse più di 13.000 feste popolari in cui si celebrano corride. Si stima che i tori uccisi in questi eventi siano intorno ai 35 mila l’anno. Secondo un recente sondaggio, gli spagnoli contrari alla corrida rappresentano il 72%. Tra i giovani, 4 su 5 vorrebbero che fosse bandita. Non è dello stesso avviso il governo spagnolo, che solo negli ultimi 5 anni ha destinato oltre i 3 miliardi di euro per sostenere il settore.

La vita, anche quella di un toro, come essere vivente deve essere un diritto inalienabile. Ma ogni volta che c'è una corrida o un festival è la stessa storia: i tori vengono maltrattati, fatti innervosire con l'intento di far esplodere la loro rabbia e poi uccisi violentemente infilzati con delle spade tra le urla della folla eccitata desiderosa di sangue. Insieme alle vittime sacrificali designate, la maggior parte delle volte anche gli uomini vengono feriti o uccisi dai tori che, provocati continuamente e letteralmente terrorizzati, reagiscono con forza per difendere la loro vita.

"Anche La Corrida, come moltissime altre tradizioni popolari, è ormai superata. Non si può pensare, come in questo caso, di far spettacolo uccidendo poveri animali innocenti, strappandoli alla vita per una esibizione. La vita non è uno spettacolo."

#FermiamoLaCorrida 
 
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sabato 22 aprile 2017

Un cane fa pipì nel cestino, scatta multa 157 euro nel veronese. Il sindaco: “L’ordinanza rimane”

I vigili urbani di Torre del Benato, comune veronese sul lago di Garda, hanno inflitto una multa di 157 euro ad un uomo di 44 anni i cui due cani avevano fatto pipì contro un cestino in prossimità di un ristorante. Secondo la polizia municipale, come riporta l’Arena, il padrone non ha rispettato l’ordinanza che riguarda i divieti e gli obblighi nei centri abitati e nel centro storico.

L’uomo è stato ritenuto colpevole di non aver pulito la sede stradale dopo che i suoi due cani di taglia media hanno urinato contro un cestello. L’ordinanza prevede infatti che la pipì dei cani vada subito diluita con acqua, pena la sanzione amministrativa.

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martedì 18 aprile 2017

Il prezzo elevato dei farmaci veterinari pesa su tutti, non solo sui proprietari di animali

Sempre più famiglie aprono le porte di casa per far entrare cani e gatti nelle loro vite. Ma c’è qualcosa che esce in maniera cospicua: il denaro per i farmaci veterinari. Il prezzo dei medicinali per gli amici a quattro zampe è infatti molto superiore rispetto alla medicina umana: a parità di principio attivo impiegato, il costo pagato mediamente è tre o quattro volte superiore, ma non mancano i casi in cui il prezzo finale è dieci o venti volte più alto.

Da anni le associazioni animaliste e quelle dei consumatori spingono perché, laddove sia possibile, venga utilizzato il farmaco umano. Ma per ora il mondo della politica non ha ancora risposto a queste richieste e questo ricade non solo sui proprietari di animali, ma anche sulla spesa pubblica.

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domenica 16 aprile 2017

Il miracolo di Pasqua: rapita dal giardino di casa, il cane Minù torna a casa dopo tre anni

Fulvio Cerutti
L’Oipa di Roma era stata avvertita di un cane tenuto in cattive condizioni in una casa di Gallicano. Ma quel quattrozampe aveva una storia alle spalle e a raccontarla è stato il suo microchip: quella carlina di sette anni era stata rapita nel 2014 dal giardino della sua casa a Forlimpopoli, nella provincia di Forlì-Cesena.

Un rapido controllo presso l’anagrafe canina ha consentito di risalire al vero proprietario di Minù, a Forlimpopoli in Emilia Romagna, che aveva sporto regolare denuncia ai Carabinieri del posto. E proprio alla vigilia di Pasqua è arrivato il miracolo che nessuno si aspettava: le guardie zoofile dell’Oipa sono salite in treno e si sono diretti a Bologna dove hanno riconsegnato Minù al proprietario che, insieme alla figlia tra lacrime e gioia, ha potuto riabbracciarla.

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mercoledì 12 aprile 2017

Il gatto con gli occhi più tristi del mondo ora ha una famiglia su cui contare

Il gattino con gli occhi più tristi del mondo. E' così che è stato soprannominato Rufus quando, sei mesi fa, è stato trovato nascosto sotto un'auto, ridotto a pelle e ossa e con due occhioni grandi e pietosi da spezzare il cuore.

Un piccolo batuffolo color zenzero che invocava aiuto,nell'unico modo in cui era capace. E la sua richiesta non è rimasta inascoltata: oggi Rufus non è più solo e da randagio arruffato e affamato, oggi è un bel gattone felice. 

Ecco cosa possono fare sei mesi d'amore: la trasformazione di Rufus è sorprendente e la famiglia umana che si prende cura di lui non può smettere di ringraziarlo per la gioia che ha portato in casa.

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giovedì 6 aprile 2017

Il commovente tentativo di un gatto intento a rianimare l’amico morto

Chuey ha perso la sua battaglia contro il cancro. Prima di portarlo via di casa, il suo proprietario ha voluto dare a Big Boy, l’altro felino di casa, la possibilità di dargli l’ultimo saluto. Un momento reso ancora più commovente dal comportamento del felino che sembra voler svegliare il suo amico.

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mercoledì 5 aprile 2017

Stalliere torturato per aver denunciato il maneggio lager

“Hai chiamato Striscia”. I titolari gli spezzano le braccia



Caluso (Torino)
Salvatore Carvelli e Camilla Cassina erano davanti alla televisione quando, la sera del 2 marzo, «Striscia la notizia» ha mandato in onda il servizio su un maneggio alle porte di Torino che maltratta gli animali. Il loro maneggio di Caluso. Hanno visto scorrere le immagini dei cavalli feriti, delle guardie zoofile e dei carabinieri che sequestrano bastoni, medicinali scaduti, «stimolatori» elettrici e due carabine senza matricola. Davanti alle telecamere ci sono anche loro, Salvatore e Camilla, 63 e 29 anni. Poi l’inviato, Edoardo Stoppa, parla con due anonimi segnalatori. Il primo è vestito con una felpa di colore nero. Il viso e la voce sono irriconoscibili. Le sue mani no. Incrociate su un tavolo, sono quelle del loro stalliere e istruttore.

Così, la mattina dopo, quando Giovanni Santi è già legato mani e piedi e messo a testa in giù, appeso a una corda e con un braccio rotto, Salvatore gli spiega cosa deve fare. «Ci serve una tua deposizione, scritta. Devi dire che sei stato tu a chiamare Striscia. Tu a portare nel maneggio i medicinali e tutto quello che hanno portato via i carabinieri. L’hai fatto perché volevi incastrarci. La firmi e chiudiamo questa storia». È finita diversamente. I titolari del maneggio sono stati arrestati per sequestro di persona, lesioni gravi e tentata estorsione in concorso. Il giudice gli ha concesso i domiciliari. 


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Tenta di prendere a calci un cane in spiaggia, riceve una giusta punizione

martedì 4 aprile 2017

CRUDELTA’ E INGIUSTIZIA: DOSSIER SUGLI ANIMALI MALTRATTATI IN ITALIA

Dare uno spessore, un “volume”, all’ingiustizia. E’ lo scopo del primo dossier sul maltrattamento animale in Italia, relativo al 2016, ideato e curato da Silvia Premoli, responsabile di Veganok Animal Press, con altre due attiviste per i diritti degli animali: Giovanna Rossi, che ha seguito tutta la parte digitale, e Laura Terrinoni. La prefazione, articolata e approfondita, è di Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice, la consulenza legale è dell’avvocato David Zanforlini. Il volume ha il sostegno di Leal, Lega Antivivisezionista, e di Riscatto Animale, i cui presidenti Gian Marco Prampolini e Claudia Corsini hanno firmato due introduzioni a questa raccolta di atrocità, oltre 600 pagine di articoli e notizie su crimini nei confronti degli animali: percosse, incuria grave, mutilazioni, avvelenamenti, prigionia, impiccagioni, abusi di ogni genere, anche a sfondo sessuale.
Benché lungo (432 casi), questo elenco di efferatezze è solo parziale, perché molti reati nei confronti degli animali non hanno avuto denunce o testimoni, o possono essere passati sostanzialmente inosservati nelle pagine interne delle cronache locali. Soprattutto, non si parla di caccia, allevamenti intensivi, maltrattamenti nei circhi etc. Oltre all’elenco, vi sono alcune elaborazioni grafiche: distribuzione per mese dell’anno, per regione, per tipo di abuso. Quest’ultima mostra che prevalgono le sevizie (73 casi), seguite da percosse (67), incuria (55) e abbandono (46); agli ultimi posti gli animali fatti esplodere (3), abusati sessualmente (3) e colpiti con l’acido (2).

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lunedì 3 aprile 2017

Coppia di cinghiali scappa nel lido “chic” di Genova. Uno dei due si tuffa in mare

È finita con un cinghiale catturato e uno fuggito in mare la caccia ai due ungulati che da stamane erano rinchiusi nel giardino del Garden dei Bagni Nuovo Lido, i più esclusivi e sul lungomare di Genova. Uno dei due cinghiali infatti alla vista degli agenti della Regione si è spaventato e dopo avere spaccato la rete di un cancelletto si è diretto nello stabilimento balneare e, poi, fra i bagnanti spaventati alle prese con la prima tintarella, si è buttato in mare, arrivando al largo. 

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