sabato 24 giugno 2017

Gran Sasso, convivere (bene) coi lupi senza doppiette

Ente parco, con corretta gestione il predatore non è un problema


ISOLA DEL GRAN SASSO (TERAMO) - "Qui a Campo Imperatore ci viviamo fra i lupi. Io ho 2.000 pecore, eppure in due anni non ne ho persa neanche una. La salvezza nostra è l'arma bianca', i cani pastori abruzzesi. Io ne ho 20".
    Giulio Petronio è uno dei 15 allevatori del Consorzio del Canestrato di Castel del Monte, saporito formaggio tipico di questo piccolo comune, alle pendici del Gran Sasso, in provincia dell'Aquila. Con le pecore Giulio ci vive, e i lupi per lui sono un problema. Ma è un problema che a suo avviso si può risolvere senza abbattere questi predatori, come prevede (pur come estrema ratio) il contestato Piano lupo del Ministero dell'Ambiente.

    Basta ricorrere ai sistemi collaudati da millenni, che negli ultimi decenni erano caduti in disuso per la quasi estinzione di questi animali: recinti per le pecore, e soprattutto robusti cani da guardia. Gli splendidi pastori abruzzesi, grandi animali dal pelo folto e candido. Mansueti con gli uomini e le pecore, implacabili coi lupi. Questi ultimi sanno con chi hanno a che fare, e girano alla larga.
    Campo Imperatore, la grande piana a 1.800 metri di quota nell'Aquilano (nota per la prigionia di Mussolini dopo il 25 luglio), fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un parco che ha investito molto non solo sulla tutela del lupo, ma anche sulla sua convivenza con le attività umane. E i risultati si vedono.

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Cani di merda! Profughi mussulmani protestano contro un canile. Però…

In queste ore circola su Facebook una notizia che sta indignando quanti giustamente amano gli animali e, in particolar modo, i cani: sembrerebbe che gli immigrati di un centro di accoglienza stiano protestando contro i "cani di merda".


Pubblicato il 28 settembre 2016, alle ore 20:10


Facebook sta cercando di rendere la propria piattaforma un luogo sempre migliore ove potersi informare correttamente. Per perseguire tale fine, di recente, è stata annunciata – in tandem con Twitter – una lotta serrata alle notizie false ed ai titoli acchiappaclick. Nel frattempo, però, le bufale continuano a farla da padrone sul social di Zuckerberg e, sovente, hanno una connotazione razziale.
Nelle ultime ore, infatti, su Facebook è in corso di condivisione, massiccia, una notizia secondo la quale gli immigrati del Centro Profughi di San Bernardo sul Brenta avrebbero protestato per la vicinanza di un canile alla struttura che li ospiterebbe. Nella didascalia del post, concluso con un invito al Premier Renzi a vedere chi ci portiamo in casa, si spiegherebbe che le proteste in questione sarebbero dovute al fatto che, nella cultura mussulmana, il cane sarebbe un animale impuro.

Ora, prima di indignarci per l’immagine del post succitato, ritraente delle ragazze mussulmane che esibiscono un cartello con su scritto “cani di merda”, andrebbero fatte delle precisazioni.
Per la cultura mussulmana, il cane è un animale impuro? Falso! Wikipedia alla mano, per i mussulmani risulta impuro mangiare la carne del maiale, del cinghiale, dell’asino, del cavallo, e del mulo. In merito ai cani, non si fa alcuna parola di una particolare avversione islamica verso il più fedele amico dell’uomo: anzi, di fatto è proibito usare violenza verso questo essere e, anche nel difendersi da animali pericolosi, si prescrive di non farli soffrire.

L’immagine, poi, che tante condivisioni indignate ha suscitato (quasi 15 mila), è falsa, o meglio, ritoccata. In realtà le ragazze della foto, immortalate nel corso di una manifestazione in Indonesia davanti all’ambasciata USA, protestavano contro il reverendo Terry Jones: costui, infatti, nel Settembre 2010, in occasione dell’anniversario delle Torri Gemelle, imputò la responsabilità di quell’attentato al Corano e, quindi, diede pubblicamente fuoco ad una copia del medesimo in una piazza di Gainsville, in Florida. I cartelloni esposti non menzionavano cani ma dicevano semplicemente “tu che bruci il Corano, brucerai all’Inferno”.
Come se non bastasse, l’espressione “centro profughi” non è corretta e, in più, la cittadina di San Bernando sul Brenta, per quanto verosimile, non esiste affatto.

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domenica 18 giugno 2017

Oltre la solita passeggiata: i viaggi lenti dog-friendly


Gli impegni della vita quotidiana ci impongono certi limiti e non sempre ci si può concedere lunghe passeggiate con il nostro cane: ma se il vostro amico a quattro zampe è un passeggiatore entusiasta, perchè non coinvolgerlo nel vostro prossimo viaggio lento? Camminare con lui, come con qualsiasi altro amico, rafforzerà il vostro legame ad ogni passo e vi regalerà giornate colme del suo entusiasmo.

Certo, qualche accorgimento ci vuole: assicurarsi che Fido sia abbastanza allenato, pensare alle sue esigenze lungo il cammino, prevedere che non tutti apprezzeranno la sua presenza quanto voi. E soprattutto scegliere il percorso giusto, in modo che lui possa camminare liberamente per lunghi tratti e riposare con voi in strutture in cui sia il benvenuto.

Ecco quattro mete dog-friendly, perfette per godersi un viaggio a “sei zampe”: non vi resta che riempire il bagaglio delle crocchette preferite di Fido e partire!

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mercoledì 14 giugno 2017

Abruzzo, la cerva mette in fuga il lupo per salvare il cucciolo

Parco nazionale d'Abruzzo, area del monte Marsicano. Alcuni lupi si nascondono dietro una roccia e puntano due cerve con i cuccioli, due piccoli di 10 giorni di vita. Uno dei lupi, dopo un flebile ululato, va deciso in direzione della cerva, che però lo carica e riesce a scacciarlo. "In questo periodo nascono moltissimi cerbiatti - spiega l'autore del video ed esperto di trekking Pietro Santucci - e i predatori cercano di approfittarne. Le mamme cercano di nascondere i piccoli, che non emanano odore, nell'erba alta. Ma se il lupo li vede, le cerve possono anche attaccarli, come si vede in queste immagini"

Il video 

martedì 13 giugno 2017

Anche gli animali patiscono il caldo, dall'Enpa un vademecum

Mai lasciarli in auto e crema solare contro le scottature

 

(ANSA) - ROMA, 13 GIU - L'ondata di caldo sull'Italia colpisce anche gli animali, che a volte soffrono più degli uomini. L'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha messo a punto un vademecum con punto alcuni consigli per assicurare un'estate piacevole e serena anche ai nostri "amici": 

 

1) Cani e gatti non "sudano" come noi; per abbassare la loro temperatura corporea (già normalmente intorno ai 38,5), aumentano i ritmi respiratori. Pertanto gli si deve sempre garantire un luogo ombreggiato e ventilato, acqua fresca, cibo leggero e facile da digerire.


2) Non abbandonare mai un animale dentro l'auto: in questo periodo la temperatura nell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e può raggiungere fino i 70 gradi.

Lasciarli nella vettura potrebbe condannarli a morte.

 

3) Se si dovesse notare un animale chiuso all'interno di un'automobile prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell'autovettura, chiamare subito le forze dell'ordine. Fino al loro arrivo, è necessario creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o farlo bere. In casi estremi è accaduto che cittadini abbiano rotto il finestrino dell'automobile per soccorrere il quattrozampe ed evitargli una morte certa. In queste circostanze l'Enpa, considerando prevalente la salvezza dell'animale, offre il proprio sostegno legale.

 

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venerdì 9 giugno 2017

ECCO PERCHE MUOIONO LE API

Più video educativo di così...

Fatemi fare un elogio a Sortino. Semplicemente meraviglioso. Profondo nell'inchiesta giornalistica, obiettivo, coraggioso (da ex-iena), creatore di colpi di scena. Ogni puntata si conclude solo dopo averti stupito più e più volte, lasciandoti in più il senso di aver finalmente capito a fondo argomenti nemmeno trattati dalle altre trasmissioni...siete proprio sicuri di voler continuare a rilassarvi, mettere da parte la vostra concentrazione e sedervi guardare divertentissimi varietà?

Il video 




Api: insetti più importanti di quanto si pensi per l’ambiente

 

 

martedì 6 giugno 2017

Addio a Camilla: il cane eroe di Amatrice non ce l'ha fatta

Non ce l'ha fatta Camilla, il cane eroe che dopo il forte terremoto del Centro Italia aveva salvato numerose persone dalle macerie.

La dolce border collie del nucleo cinofilo ligure dei vigili del fuoco si era ferita pochi giorni fa cercando una persona scomparsa nelle campagne di Bergeggi, nel savonese. Le sue condizioni inizialmente non erano sembrate gravi ma sono peggiorate in seguito.

La scomparsa di Camilla, che fu impiegata oltre che nel terremoto di Amatrice, anche nelle alluvioni di Genova e a Molo Giano, nella ricerca delle vittime della Torre Piloti, rattrista profondamente il corpo dei vigili del fuoco ligure.

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lunedì 5 giugno 2017

CHIVASSO (TO), BULL TERRIER SALVA UNA BIMBA CADUTA IN UN TORRENTE

È un cucciolo di appena un anno ma è già a suo modo un eroe, che non ha esitato a gettarsi fra le fredde acque del torrente Malone per salvare una bimba di sette anni. Come riportano vari quotidiani locali fra cui Canavese News la vicenda è avvenuta qualche giorno fa a Chivasso e ha avuto come protagonista un bull terrier di nome Achille. Tutto è iniziato quando la bimba si è spinta fino al centro del torrente, nei pressi del ponte stradale che scavalca il torrente Orco in direzione di Brandizzo, e si è trovata in balia della corrente. L’attenzione di Achille è stata attirata dalle urla spaventate della bambina e prima che qualcuno degli adulti potesse tentare una qualsiasi reazione si è lasciato in acqua e ha nuotato verso di lei.

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domenica 4 giugno 2017

Cani al mare, dietrofront degli stabilimenti: «I clienti non gradiscono»

Savona - La decisione dell’Autorità di sistema portuale di permettere l’accesso dei cani agli stabilimenti balneari sotto la propria competenza è destinata a restare sulla carta, almeno per quest’anno. I gestori di Savona e Vado tentennano e fanno un passo indietro; ora che l’ordinanza è realtà, la maggior parte preferisce non avventurarsi nell’ospitalità ai cani. «Non siamo attrezzati» o «i clienti non gradiscono», sono le risposte più diffuse. Sul litorale savonese, quindi, saranno in pochi a candidarsi per accogliere padroni e cani di piccola e media taglia.

Si erano dimostrati interessati, ma hanno cambiato idea, i titolari dei bagni San Cristoforo e dei Corsaro, di via Nizza. «Ho cambiato idea – commenta Simona Dinducci, San Cristoforo -. Pensavo si intendesse solo la piccolissima taglia, cani che stanno nelle borsette o poco più. La situazione, così com’è, diventa complicata nella gestione. Per quest’anno non aderiremo». «Alcuni clienti mi hanno minacciata di cambiare bagni, in caso accolga i cani – dice Romina De Gaetani, Corsaro -. Non intendo, quindi, deludere i frequentatori abituali della nostra spiaggia». Anche Marina Mallarino, Lido dei Pini, è per il “no”: «Non siamo attrezzati. Bisognerebbe avere aree riservate dove i cani possano bere e avere un minimo di ristoro». «Non vedo perché i cani possano accedere agli stabilimenti e non alla libera – dice Marcello Rocchieri, bagni Savona - Non siamo attrezzati, sarebbe un pasticcio». Confermano la loro contrarietà anche Fornaci, Bagnarci, Barbadoro, Marinella, Torino, Nettuno, Colombo, Cavour, Anna e Iris.

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Un viaggio al mare ha cambiato la vita a un cane che voleva solo morire

 

 

mercoledì 31 maggio 2017

Una sentenza notevole a favore degli animali: accade in Ohio

È cosa indubbia che le leggi tutelino l’essere umano prima degli animali. Non solo, alcuni sistemi giudiziari danno alla vita animale così poca considerazione da non tutelarla nemmeno dai crimini e dagli abusi più atroci. Fortunatamente, non è andata così in Ohio, stato degli Stati Uniti, in cui è stata recentemente espressa una sentenza notevole a favore degli animali. Una donna che ha abbandonato al freddo 35 gattini ha subito un fato esemplare e peculiare.



La signora Michelle M. Murray, in una notte di settembre, si è trovata tra le mani 35 bisognosi di aiuto e affamatissimi gattini. La sua reazione farebbe rabbrividire forse anche il cuore più gelido: la donna ha infatti abbandonato i piccolini in due parchi diversi, lasciandoli completamente a se stessi.

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sabato 20 maggio 2017

Rischia la morte gattino obbligato alla dieta vegana

Melbourne- Arriva quasi morto al Lort Smith Animal Hospital  a nord di Melbourne un gattino alimentato forzosamente con una dieta vegana a base di patate, latte e riso. Era molto debole e ha perso i sensi dopo essere giunto al centro veterinario. Reidratato per via endovenosa, tenuto al caldo e nutrito per 3 giorni con abbondante carne il micio è riuscito a riprendersi ma i veterinari hanno messo in guardia i proprietari invitandoli a non forzare la natura e a non imporre ai propri animali stili di vita che non gli appartengono. Hanno anche rifornito i proprietari di cibo per il gatto sfortunato che, di essere vegano, non vuole proprio saperne.

IL PARERE DEI NUTRIZIONISTI VETERINARI E DELLE ASSOCIAZIONI PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI

Paw Nation ha cercato di fare una sintesi di tutte le posizioni, per permettere al consumatore di effettuare una scelta consapevole per l’alimentazione dei propri mici. Dalla parte dell’alimentazione vegetariana vi è la PETA che, tuttavia, articola la propria posizione oltre alla semplice nutrizione. È infatti vero che i gatti sono storicamente carnivori, ma oggi non vi è molto spazio di fiducia sulle società che producono mangimi e scatolame a base di carne, soprattutto sui metodi di macellazione dei capi. Il vegetarianesimo, perciò, diventerebbe una necessità. Così si è espressa Kathy Guillermo, vicepresidente delle indagini di laboratorio PETA:
«Una dieta vegetariana per il proprio animale da compagnia è eticamente coerente con la filosofia dei diritti degli animali. La prima preoccupazione di PETA sul cibo per gli animali da compagnia sono i molti prodotti disponibili inutilmente testati sugli animali.»

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venerdì 19 maggio 2017

Nati 6 cuccioli di camoscio appenninico sui Monti Sibillini

Sei cuccioli di camoscio sono nati ai primi di maggio sul Monte Bove, sui Monti Sibillini, nell'Appennino umbro-marchigiano. Lo rende noto il Parco nazionale dei Monti Sibillini con un comunicato. Il camoscio appenninico era scomparso in zona ed è stato reintrodotto con successo nel 2008. Oggi sui Sibillini vive una colonia di un centinaio di esemplari. Gli animali pare non siano stati colpiti dai numerosi crolli provocati sui monti dai recenti terremoti nel Centro Italia.

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mercoledì 17 maggio 2017

Wolf Day del WWF, giornata anti-disinformazione sul lupo

Evento su Internet e social network

 

Mercoledì 17 maggio è il 'Wolf Day': così il WWF Italia ha deciso di chiamare la giornata contro la disinformazione sul lupo, nell'ambito della campagna #SOSLUPO con cui si stanno raccogliendo fondi per la salvaguardia di questo animale, attraverso l'SMS solidale 45524.
L'obiettivo è sfatare i luoghi comuni e le fake news che hanno contribuito a creare un'atmosfera di ostilità nei confronti del lupo, che continua ad essere un grandissimo patrimonio naturale da tutelare.

La popolazione italiana di lupo, ricorda il WWF, è una sottospecie unica al mondo, Canis lupus italicus, come aveva già proposto il grande naturalista italiano Altobello nel 1921. In un nuovo studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS ONE, ricercatori di 9 Paesi europei hanno cercato di risalire alle origini dell'unicità del lupo italiano, scoprendo qualcosa di inatteso.

 

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lunedì 15 maggio 2017

Vigili del fuoco salvano pecora in difficoltà!

Dolly è rimasta incastrata in un crepaccio. Meno male che è stata trovata da alcuni scalatori, ma soprattutto meno male che c'erano questi eroici vigili ad aiutarla...




Il video


giovedì 11 maggio 2017

Gatto randagio salvato dalla strada dona lo stesso amore che ha ricevuto ad un altro micio


Tre anni fa un minuscolo gattino randagio ha trovato l'amore di un micio tigrato che è diventato la famiglia non ha mai avuto. E ora sta facendo lo stesso per un altro gatto in difficoltà.

Vagava da solo per strada, fino a quando una donna non lo ha visto e lo ha seguito per una settimana e mezzo cercando di aiutarlo. Il gattino diffidente continuava ad allontanarsi, impaurito. Finché una notte «Sono riuscita ad avvicinarlo giusto per dargli un po' di cibo. Gliene avevo lasciato anche nei giorni precedenti, ma era evidente che erano altri gatti a mangiarselo prima di lui». Ma stavolta il micio aveva mangiato e si è seduto su un muretto «da cui sono riuscita a prenderlo. Era praticamente pelle e ossa».

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sabato 6 maggio 2017

Sexy star Molly Cavalli scherza con squalo, ma si becca morso e 20 punti

Nelle acque della Florida la pornostar Molly Cavalli si immerge all'interno di una gabbia di protezione anti-squali per uno shooting fotografico. Tutto bene, fino a quando l'attrice non sporge un po' troppo la gamba oltre le griglie di ferro: lo squalo riesce ad azzannarla alla caviglia, procurandole un taglio sul malleolo. Molta paura e sangue in acqua. In ospedale poco dopo 20 punti di sutura per Molly, che però fa sapere di essersi ripresa dallo spavento e di state tutto sommato bene. Immagini Youtube/CamSoda. 

Il video 

mercoledì 3 maggio 2017

Bimbo vuole entrare nella cuccia del cane, ecco la reazione dell’animale

Quando Lea ha visto il piccolo Alfred impegnato a cercare di entrare nella sua cuccia, avrebbe potuto reagire in maniera gelosa. Invece lui ha tirato fuori la sua coperta quasi a volergli dire: eccola, è tutta tua.

Il video

Il gatto si improvvisa predatore e si avvicina sornione... tutto da ridere

 

Chiede al cane di riportare a casa il gatto, ecco il risultato esilarante

 

 

 

domenica 30 aprile 2017

“Nel 2018 il primo mammut clonato”

Il ghepardo è l’animale più veloce del pianeta. Veloce, velocissimo anche nella sua corsa verso l’estinzione. Secondo le ultime stime, in libertà ne esistono poco più di 7 mila esemplari, quasi tutti concentrati in 6 paesi africani. In Asia, dove prima era diffuso, ne restano solo 50, tutti in Iran. Di questo passo, entro pochi anni, anche il ghepardo entrerà nella lista nera delle creature fatte sparire dalla più spietata e crudele delle specie: gli esseri umani.

Mammut, un passo più vicini alla clonazione

Una delle indicazioni principali consiste nel concentrarsi su animali scomparsi di recente, piuttosto che quelli spariti da tempo immemore. Ecco perché i dinosauri non sono in agenda. E poi, ancora, lavorare solo su quelle specie che possono essere ripristinate in abbondanza, in modo da poter influire sull’ambiente. Tra i candidati in testa all’elenco, compaiono i mammut. Gli ultimi esemplari si sono estinti in epoche storiche- verso il 4 mila a.C. Questa specie di pachidermi lanosi potrebbe aiutare convertire  la tundra artica in pascoli favorendo una lenta modifica del clima.

Recuperare delle sequenze genetiche dalla carcasse di mammut trovate nel permafrost non è difficile, spiega il sito Futurism.com. I genetisti ne hanno già prelevate nelle orecchie, nel grasso sottocutaneo o dai lunghi peli. Una volta selezionati e trattati, questi geni antichi sono stati impianti nelle cellule epiteliali di elefante.  Questo tessuto di coltura rappresenta il primo passo per riavere il DNA del mammut. Ma oltre all’editing genetico, si può anche procedere tramite la clonazione.

“Possiamo utilizzare davvero questi strumenti per la conservazione delle specie?”, si è chiesto uno degli autori delle linee-guida, l’ecologo Douglas McCauley. “La risposta a questa domanda richiede molti punti di vista, non solo dei genetisti che stanno conducendo gli esperimenti, ma anche di altri tipi di ricercatori- ecologi, biologi, addetti all’ecosistema.” Il processo  però, sembra già ben avviato.

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Riportare in vita Buttercup

 

 


 

venerdì 28 aprile 2017

Fermiamo La Corrida - Chiediamo l'abolizione totale di questa barbarica tradizione

Ogni anno in Spagna vengono promosse più di 13.000 feste popolari in cui si celebrano corride. Si stima che i tori uccisi in questi eventi siano intorno ai 35 mila l’anno. Secondo un recente sondaggio, gli spagnoli contrari alla corrida rappresentano il 72%. Tra i giovani, 4 su 5 vorrebbero che fosse bandita. Non è dello stesso avviso il governo spagnolo, che solo negli ultimi 5 anni ha destinato oltre i 3 miliardi di euro per sostenere il settore.

La vita, anche quella di un toro, come essere vivente deve essere un diritto inalienabile. Ma ogni volta che c'è una corrida o un festival è la stessa storia: i tori vengono maltrattati, fatti innervosire con l'intento di far esplodere la loro rabbia e poi uccisi violentemente infilzati con delle spade tra le urla della folla eccitata desiderosa di sangue. Insieme alle vittime sacrificali designate, la maggior parte delle volte anche gli uomini vengono feriti o uccisi dai tori che, provocati continuamente e letteralmente terrorizzati, reagiscono con forza per difendere la loro vita.

"Anche La Corrida, come moltissime altre tradizioni popolari, è ormai superata. Non si può pensare, come in questo caso, di far spettacolo uccidendo poveri animali innocenti, strappandoli alla vita per una esibizione. La vita non è uno spettacolo."

#FermiamoLaCorrida 
 
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sabato 22 aprile 2017

Un cane fa pipì nel cestino, scatta multa 157 euro nel veronese. Il sindaco: “L’ordinanza rimane”

I vigili urbani di Torre del Benato, comune veronese sul lago di Garda, hanno inflitto una multa di 157 euro ad un uomo di 44 anni i cui due cani avevano fatto pipì contro un cestino in prossimità di un ristorante. Secondo la polizia municipale, come riporta l’Arena, il padrone non ha rispettato l’ordinanza che riguarda i divieti e gli obblighi nei centri abitati e nel centro storico.

L’uomo è stato ritenuto colpevole di non aver pulito la sede stradale dopo che i suoi due cani di taglia media hanno urinato contro un cestello. L’ordinanza prevede infatti che la pipì dei cani vada subito diluita con acqua, pena la sanzione amministrativa.

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martedì 18 aprile 2017

Il prezzo elevato dei farmaci veterinari pesa su tutti, non solo sui proprietari di animali

Sempre più famiglie aprono le porte di casa per far entrare cani e gatti nelle loro vite. Ma c’è qualcosa che esce in maniera cospicua: il denaro per i farmaci veterinari. Il prezzo dei medicinali per gli amici a quattro zampe è infatti molto superiore rispetto alla medicina umana: a parità di principio attivo impiegato, il costo pagato mediamente è tre o quattro volte superiore, ma non mancano i casi in cui il prezzo finale è dieci o venti volte più alto.

Da anni le associazioni animaliste e quelle dei consumatori spingono perché, laddove sia possibile, venga utilizzato il farmaco umano. Ma per ora il mondo della politica non ha ancora risposto a queste richieste e questo ricade non solo sui proprietari di animali, ma anche sulla spesa pubblica.

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domenica 16 aprile 2017

Il miracolo di Pasqua: rapita dal giardino di casa, il cane Minù torna a casa dopo tre anni

Fulvio Cerutti
L’Oipa di Roma era stata avvertita di un cane tenuto in cattive condizioni in una casa di Gallicano. Ma quel quattrozampe aveva una storia alle spalle e a raccontarla è stato il suo microchip: quella carlina di sette anni era stata rapita nel 2014 dal giardino della sua casa a Forlimpopoli, nella provincia di Forlì-Cesena.

Un rapido controllo presso l’anagrafe canina ha consentito di risalire al vero proprietario di Minù, a Forlimpopoli in Emilia Romagna, che aveva sporto regolare denuncia ai Carabinieri del posto. E proprio alla vigilia di Pasqua è arrivato il miracolo che nessuno si aspettava: le guardie zoofile dell’Oipa sono salite in treno e si sono diretti a Bologna dove hanno riconsegnato Minù al proprietario che, insieme alla figlia tra lacrime e gioia, ha potuto riabbracciarla.

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mercoledì 12 aprile 2017

Il gatto con gli occhi più tristi del mondo ora ha una famiglia su cui contare

Il gattino con gli occhi più tristi del mondo. E' così che è stato soprannominato Rufus quando, sei mesi fa, è stato trovato nascosto sotto un'auto, ridotto a pelle e ossa e con due occhioni grandi e pietosi da spezzare il cuore.

Un piccolo batuffolo color zenzero che invocava aiuto,nell'unico modo in cui era capace. E la sua richiesta non è rimasta inascoltata: oggi Rufus non è più solo e da randagio arruffato e affamato, oggi è un bel gattone felice. 

Ecco cosa possono fare sei mesi d'amore: la trasformazione di Rufus è sorprendente e la famiglia umana che si prende cura di lui non può smettere di ringraziarlo per la gioia che ha portato in casa.

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giovedì 6 aprile 2017

Il commovente tentativo di un gatto intento a rianimare l’amico morto

Chuey ha perso la sua battaglia contro il cancro. Prima di portarlo via di casa, il suo proprietario ha voluto dare a Big Boy, l’altro felino di casa, la possibilità di dargli l’ultimo saluto. Un momento reso ancora più commovente dal comportamento del felino che sembra voler svegliare il suo amico.

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mercoledì 5 aprile 2017

Stalliere torturato per aver denunciato il maneggio lager

“Hai chiamato Striscia”. I titolari gli spezzano le braccia



Caluso (Torino)
Salvatore Carvelli e Camilla Cassina erano davanti alla televisione quando, la sera del 2 marzo, «Striscia la notizia» ha mandato in onda il servizio su un maneggio alle porte di Torino che maltratta gli animali. Il loro maneggio di Caluso. Hanno visto scorrere le immagini dei cavalli feriti, delle guardie zoofile e dei carabinieri che sequestrano bastoni, medicinali scaduti, «stimolatori» elettrici e due carabine senza matricola. Davanti alle telecamere ci sono anche loro, Salvatore e Camilla, 63 e 29 anni. Poi l’inviato, Edoardo Stoppa, parla con due anonimi segnalatori. Il primo è vestito con una felpa di colore nero. Il viso e la voce sono irriconoscibili. Le sue mani no. Incrociate su un tavolo, sono quelle del loro stalliere e istruttore.

Così, la mattina dopo, quando Giovanni Santi è già legato mani e piedi e messo a testa in giù, appeso a una corda e con un braccio rotto, Salvatore gli spiega cosa deve fare. «Ci serve una tua deposizione, scritta. Devi dire che sei stato tu a chiamare Striscia. Tu a portare nel maneggio i medicinali e tutto quello che hanno portato via i carabinieri. L’hai fatto perché volevi incastrarci. La firmi e chiudiamo questa storia». È finita diversamente. I titolari del maneggio sono stati arrestati per sequestro di persona, lesioni gravi e tentata estorsione in concorso. Il giudice gli ha concesso i domiciliari. 


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Tenta di prendere a calci un cane in spiaggia, riceve una giusta punizione

martedì 4 aprile 2017

CRUDELTA’ E INGIUSTIZIA: DOSSIER SUGLI ANIMALI MALTRATTATI IN ITALIA

Dare uno spessore, un “volume”, all’ingiustizia. E’ lo scopo del primo dossier sul maltrattamento animale in Italia, relativo al 2016, ideato e curato da Silvia Premoli, responsabile di Veganok Animal Press, con altre due attiviste per i diritti degli animali: Giovanna Rossi, che ha seguito tutta la parte digitale, e Laura Terrinoni. La prefazione, articolata e approfondita, è di Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice, la consulenza legale è dell’avvocato David Zanforlini. Il volume ha il sostegno di Leal, Lega Antivivisezionista, e di Riscatto Animale, i cui presidenti Gian Marco Prampolini e Claudia Corsini hanno firmato due introduzioni a questa raccolta di atrocità, oltre 600 pagine di articoli e notizie su crimini nei confronti degli animali: percosse, incuria grave, mutilazioni, avvelenamenti, prigionia, impiccagioni, abusi di ogni genere, anche a sfondo sessuale.
Benché lungo (432 casi), questo elenco di efferatezze è solo parziale, perché molti reati nei confronti degli animali non hanno avuto denunce o testimoni, o possono essere passati sostanzialmente inosservati nelle pagine interne delle cronache locali. Soprattutto, non si parla di caccia, allevamenti intensivi, maltrattamenti nei circhi etc. Oltre all’elenco, vi sono alcune elaborazioni grafiche: distribuzione per mese dell’anno, per regione, per tipo di abuso. Quest’ultima mostra che prevalgono le sevizie (73 casi), seguite da percosse (67), incuria (55) e abbandono (46); agli ultimi posti gli animali fatti esplodere (3), abusati sessualmente (3) e colpiti con l’acido (2).

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lunedì 3 aprile 2017

Coppia di cinghiali scappa nel lido “chic” di Genova. Uno dei due si tuffa in mare

È finita con un cinghiale catturato e uno fuggito in mare la caccia ai due ungulati che da stamane erano rinchiusi nel giardino del Garden dei Bagni Nuovo Lido, i più esclusivi e sul lungomare di Genova. Uno dei due cinghiali infatti alla vista degli agenti della Regione si è spaventato e dopo avere spaccato la rete di un cancelletto si è diretto nello stabilimento balneare e, poi, fra i bagnanti spaventati alle prese con la prima tintarella, si è buttato in mare, arrivando al largo. 

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lunedì 27 marzo 2017

Siccità a Lima: cane chiede acqua con un secchio

Giorni difficili a Lima per problemi di siccità: così un cane gira per la città con un secchio elemosinando aiuto e commuovendo il web

 

Giorni difficili a Lima: la capitale del Perù è infatti alle prese con una crisi idrica dopo che la compagnia Sedapal è stata costretta a sospendere la fornitura per un forte inquinamento dell’acqua.
Tra chi soffre di questa situazione ci sono anche gli animali e sta facendo il giro della rete questo commovente video di un cane che gira per la città con un secchio per chiedere un po’ d’acqua.

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TORINO, LITIGA CON LA MOGLIE E LANCIA IL CANE FUORI DALLA FINESTRA

 

 

domenica 26 marzo 2017

Entrano per rubare, il cane li 'sbrana'

Quando hanno spaccato il vetro della porta-finestra per tentare il furto in un'abitazione, di sicuro non pensavano di trovarsi di fronte un feroce cane da mezzo quintale di stazza...

NOVI LIGURE (AL) – Una giovane coppia che esce di casa per passare una serata con gli amici. Un ladro (o più d'uno) che pensa di approfittare della situazione per ripulire l'appartamento. E un cane di razza corsa, del peso di mezzo quintale, che riposa nel proprio cestone. Sono i protagonisti della vicenda avvenuta l'altra notte, a Novi Ligure, nella zona di Crosa della Maccarina.

"L'altra notte, quando siamo rientrati a casa - spiega il proprietario dell'alloggio - abbiamo subito notato che la portafinestra che dà sul balcone era stata sfondata. Tutto intorno, oltre ai pezzi di vetro, grandi macchie di sangue. All'inizio abbiamo pensato che i ladri si fossero feriti, oppure che avessero fatto del male al nostro cane. Invece era esattamente il contrario!"

Tiger, questo il nome del cucciolotto da 50 chilogrammi, sulla bocca aveva ancora il sangue dei malcapitati topi d'appartamento: evidentemente li aveva cacciati a forza di morsi. "Dalla casa non è stato portato via nulla, anche se il danno agli infissi è ingente", dice il proprietario.

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mercoledì 22 marzo 2017

Fra' Baffo, l'irresistibile cane randagio adottato dal monastero

Ecco a voi ‘Frà Baffo’, un frate francescano decisamente particolare. Si tratta infatti un cane randagio adottato dal monastero di francescani di Cochabamba, in Bolivia.

Dopo averlo visto gironzolare nella zona, i simpatici frati, in ossequio forse al fatto che San Francesco è il protettore degli animali, hanno deciso di adottarlo, con tanto di saio in omaggio. E il trovatello, ribattezzato ‘Fray Bigoton’ (l’equivalente italiano di Fra’ Baffo, appunto), pare trovarsi decisamente nel suo nuovo ambiente

“Non fa altro che giocare e correre per il monastero tutto il giorno – ha raccontato Fra’ Jorge Fernandez a “The Dodo” – Qui tutti i fratelli gli vogliono bene: del resto è una creatura del Signore”.

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martedì 21 marzo 2017

I pescatori delle Eolie in sciopero contro i delfini: "O loro o noi"

Richiesta di calamità naturale alle Eolie per un settore che deve fare i conti con la presenza dei cetacei di GIORGIO RUTA


Se lo sognano la notte, il verso del delfino. «Sbuffa e si mangia tutto. E noi torniamo con le barche vuote». Alle isole Eolie i pescatori hanno un nemico con cui contendere ogni notte il pesce: gruppi di delfini circondano le imbarcazioni e mangiano i totani che stanno per essere pescati. Sono infuriati e dopo un’assemblea promettono due giorni di sciopero per la settimana prossima. Tra Lipari e Salina raccontano di un fatturato sceso del 70 per cento e di famiglie in crisi: prima ogni barca portava a terra circa 25 chili di totani, adesso non più di tre chili. "La situazione non è più sostenibile, ogni notte in mezzo al mare c'è una guerra per sopravvivere. Sia chiaro, noi non abbiamo nulla contro i delfini ma una situazione bisogna trovarla: o i pescatori o loro. Chiediamo lo stato di calamità naturale", si infervora Giuseppe Spinella, vicepresidente del Co.Ge.Pa, il consorzio che riunisce le 119 imbarcazioni che pescano nell'acqua attorno alle isole Eolie.

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giovedì 16 marzo 2017

CIWF: PASSO AVANTI SU ALLEVAMENTO CONIGLI IN UE

“Un incredibile passo avanti per i conigli negli allevamenti: nella sessione plenaria al Parlamento europeo, i parlamentari hanno votato a favore della dismissione graduale delle gabbie per i conigli in Ue e per una legge specie specifica che tuteli i conigli negli allevamenti”. Ne dà notizia Ciwf in una nota. A gennaio, i membri della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo avevano votato in favore di un report che stabiliva che il benessere dei conigli dovesse essere migliorato. Ma l’emendamento che includeva una legislazione specie specifica per i conigli era stato rigettato. Oggi i parlamentari hanno votato in favore di un report che chiede la graduale dismissione delle gabbie e l’emendamento che chiede la legislazione specie specifica è stato approvato.

Ora gli occhi saranno puntati sulla Commissione per salvaguardare il benessere dei conigli attraverso nuove leggi che consentano di mettere in atto la fine delle gabbie per i conigli. “Che giorno fantastico per i conigli europei. I conigli allevati sono tenuti ben nascosti, ma sono allevati a centinaia di milioni in Europa – dice Philip Lymbery, direttore internazionale di Ciwf – Questa cruciale legislazione specie specifica e il report sul benessere dei conigli consentiranno che il benessere dei conigli non sia più ignorato”.

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lunedì 13 marzo 2017

Pallino, Le Iene a La Provincia e in piazza a Castelverde

Gli inviati della trasmissione di Italia 1 sulle tracce dell'autore delle sevizie al cane di Castelverde

 

CREMONA - Sulle tracce della persona (o persone) che si è resa protagonista delle atroci sevizie ai danni di Pallino. Una troupe del programma televisivo Le Iene di Italia 1 - il cui team si è preso a cuore la vicenda del bassotto di sette anni al quale martedì scorso sono state mozzate le falangi delle zampe posteriori -, guidata da La 'Iena' Nicolò De Devitiis, è stata in redazione al giornale La Provincia nel primo pomeriggio di domenica 12 marzo per intervistare il giornalista Massimo Schettino sul caso che ha sconvolto Castelverde. A metà pomeriggio, tanta gente accompagnata dai propri cani in piazza a Castelverde ad accogliere la troupe de Le Iene.

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CREMA, NON C’È NESSUN MOSTRO. PALLINO SI È AUTOMUTILATO

 

 

 

 

venerdì 10 marzo 2017

Piano lupo: Regioni, verso stralcio delle uccisioni

Bonaccini, accordo quasi unanime, incontro con Galletti nei prossimi giorni

 

ROMA - "Abbiamo chiesto il rinvio del Piano lupo d'intesa col ministero. In Commissione tuttavia è stato trovato quasi all'unanimità - tranne una Regione e una Provincia autonoma - l'accordo su un documento che chiede lo stralcio dell'abbattimento e fa una serie di proposte. Ci sarà un incontro nei prossimi giorni ma l'orientamento delle Regioni va quasi all'unanimità su quella strada". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini.

Le associazioni ambientaliste esprimono grande soddisfazione per l'annuncio fatto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, della quasi totale unanimità raggiunta sullo stralcio del paragrafo relativo agli abbattimenti legali dal Piano lupo. "Una dichiarazione che confermerebbe quanto sosteniamo da più di un anno, cioè che il piano deve essere approvato con l'esclusione di qualsiasi possibilità di uccisione dei lupi", rilevano Lav, Enpa, Lipu, Lac, Lndc, Animalisti italiani e Leidaa in una nota congiunta. E aggiungono: "Ora continueremo a vigilare perché si arrivi finalmente all'approvazione del Piano Lupo, nella riunione del prossimo 30 marzo, con esclusione del capitolo relativo agli abbattimenti. Un piano definito da tutti necessario, ma bloccato da più di un anno a causa dell'intransigente posizione del Ministro Galletti".

 

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giovedì 9 marzo 2017

Un contadino trova quattro gattini ma presto ha capito che in realtà erano ben altro

Quando li ha visti nella sua stalla ha pensato più ad aiutarli che come ci fossero finiti. In fondo per questo contadino russo quei quattro gattini potevano essere frutto di una gatta randagia che aveva cercato un rifugio sicuro per partorire.

Ma poi guardandoli bene l’agricoltore ha iniziato a capire che non erano gattini qualunque. Così li ha portati alla Daursky Nature Reserve per saperne di più e avere qualche consiglio su come prendersi cura di loro.

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sabato 4 marzo 2017

Primi test in Francia: olfatto dei cani efficace al 100 per cento nell’individuare il cancro

Fulvio Cerutti

Un olfatto infallibile. Secondo i test preliminari realizzati dall’Istituto Curie, in Francia, il naso dei cani ha un’efficacia del 100 per cento nell’individuare precocemente i tumori. I risultati arrivano dopo aver effettuato le analisi su 130 donne, avvalendosi di due cani appositamente addestrati per `sentire il cancro al seno.

Una percentuale che permetterà di avviare uno studio clinico nel quadro delle ricerche finanziate dall’istituto. Al progetto, denominato Kdog, parteciperanno quattro cani addestrati a “cercare” l’odore della malattia su fazzoletti impregnati del sudore delle pazienti o su tessuti prelevati allo scopo. Le donne coinvolte saranno mille e la sperimentazione sarà realizzata tra il 2018 e il 2021.

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giovedì 2 marzo 2017

Si trova a Busalla (GE)

Si trova a Busalla, il padrone lo ha abbandonato, maschio 10 mesi.

La persona che lo ha in stallo non può tenerlo.
Per ogni ulteriore info contattate: Tania 347 4308059


Chi ci aiuta a condividere per trovare una nuova famiglia?
— con Leonora Leva

martedì 28 febbraio 2017

La bellissima storia di Dante, il cane che ha salvato la vita alla sua padrona così

L'ennesimo gesto straordinario e inaspettato compiuto da un animale verso una persona.
Dante, il beagle che ha salvato la vita della sua padrona
 
Fonte immagine
Il cane Dante, un beagle di sei anni, ha salvato la vita della sua padrona Renata compiendo un atto davvero incredibile. Ecco cosa ha fatto di così straordinario.
Cosa è accaduto

Dopo una lunga giornata di lavoro la padrona è rientrata in casa, era in bagno e all'improvviso ha avvertito un malore. Sofferente, si è immediatamente accasciata a terra cadendo bruscamente, ed ha cercato aiuto urlando e richiamano l'attenzione dei vicini di casa per essere soccorsa in tempo. Renata, 47enne originaria di un piccolo paese in Toscana, Pontedera gridava disperata: "Sto morendo, qualcuno mi aiuti".

Cosa ha fatto Dante, il cane eroe

Sentendo la sua padrona urlare, Dante è corso in sala da pranzo e con il muso ha tentato di far cadere il cellulare della padrona che si trovava sul mobile porta televisione. Dopo aver recuperato l'apparecchio è andato dritto in bagno, ha raggiunto la sua amata padrona e le ha dato la possibilità di chiamare immediatamente aiuto. Renata continuava ad urlare, temeva il peggio, ma così facendo il beagle Dante le ha salvato la vita.

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sabato 25 febbraio 2017

I cani e le scimmie preferiscono le persone gentili

L’Università di Kyoto ha osservato i comportamenti di cani e scimmie cappuccine, notando come entrambe le specie siano pronte a giudicare gli esseri umani in base alla loro condotta sociale ed alla loro disponibilità nell’aiutare gli altri


CHI POSSIEDE un cane dovrebbe prestare attenzione a come si comporta con gli altri. Perché il migliore amico dell’uomo osserva il proprio padrone e lo giudica, dimostrando di preferire chi è gentile con tutti. Lo stesso tipo di atteggiamento è stato registrato anche nelle scimmie cappuccine, tanto che la domanda diventa più generale e ci si chiede se anche altre specie possano effettuare valutazioni simili.

Le considerazioni partono da una ricerca presentata da un team di studiosi dell’Università di Kyoto, guidati dallo psicologo James Anderson, e pubblicata sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral Reviews. Dai test, infatti, è stato notato che sia le scimmie cappuccine, sia i cani osservano gli esseri umani e il loro modo di interagire con i propri simili, manifestando meno simpatia per coloro che non sono disposti a condividere o ad aiutare gli altri.


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venerdì 24 febbraio 2017

#controlaviolenzasuglianimali: aiutateci a raggiungere mezzo milione di firme!



22 feb 2017 — Ragazzi,
stasera vi raccontiamo la storia di Rocco, un ragazzo dolcissimo cui è stata avvelenata la cagnolina di nome Luna.
Ancora una volta c'è qualcuno che si diverte a fare male agli animali.
La scorsa volta ci siamo occupati del cane Angelo e della cagnolina Pilù e abbiamo lanciato una petizione che ha avuto un grande successo.
La petizione che avete firmato per cambiare la legge e proteggere tutti i nostri amici animali è sempre attuale.
Siamo arrivati a 370.000 mila firme.

Aiutateci a continuare questa battaglia e a raggiungere 500.000 firme, così chi sta al parlamento e al governo non potrà non prenderci in considerazione!

martedì 21 febbraio 2017

Il letargo brevissimo dell'orso Francesco: uscito dalla tana per il caldo delle Alpi

È durato soltanto 48 giorni il "ritiro" del plantigrado in Carnia: "Diciassette gradi e neve sciolta: troppo poco perché continuasse a dormire" di BRUNELLA GIOVARA


Si è svegliato di colpo perché faceva caldo, e pure umido. Il suo cervello di orso ha pensato: "È primavera, è ora di uscire". E in effetti dalle sue parti, sulla montagna tra Preone, Socchieve e Verzegnis, c'erano ben 17 gradi e la neve si stava sciogliendo. Una falsa primavera, perché giovedì scorso in Carnia c'è stata una botta di caldo innaturale che dopo soli 48 giorni ha svegliato dal letargo Francesco, 9 anni, 189 chili, biondo naturale, goloso di brioches, dotato di elegante radiocollare e quindi sempre rintracciabile, e lo ha spinto fuori dalla tana.

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mercoledì 15 febbraio 2017

Ucciso dai bracconieri il cane amico degli anziani

Menconico, sconvolti gli ospiti della casa di riposo di San Pietro Casasco. Jazz, due anni, era la loro mascotte e veniva utilizzato per la pet therapy


MENCONICO (PV) Hanno avvelenato Jazz, il cane amico degli anziani ospitati nella casa di riposo di San Pietro Casasco a Menconico. Un boccone avvelenato ha ucciso il Golden Retriever bianco abilitato alla pet therapy (e cioè la cura delle persone utilizzando l’empatia che si crea tra uomo e animale) e diventato la mascotte della struttura situata nel piccolo comune montano.

«Jazz aveva due anni ed era un cane straordinario che amava ricevere tante coccole strappando un sorriso a tutti – racconta commossa Alessandra Marchesotti, proprietaria del Golden Retriever e direttrice della casa di riposo –. Jazz era stato abbandonato proprio nelle vicinanze della mia casa a Benegassi, frazione di Montancuto (Val Curone). Quel giorno me lo ricordo come fosse ieri: è stato subito amore a prima vista. Il suo sguardo mi ha intenerito e ho deciso di occuparmene. Io e Jazz abbiamo seguito un corso di per therapy ad Ovada e dopo aver ottenuto l’abilitazione ha iniziato a collaborare per la struttura donando spensieratezza e amore agli ospiti della casa di riposo».

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venerdì 10 febbraio 2017

Repubblica.it Nuova Zelanda, muoiono 300 balene spiaggiate: il lavoro dei soccorritori per salvarne altre 100


Volontari, protezione civile, veterinari, guardia costiera e organizzazioni di assistenza agli animali hanno lavorato ore, sulla pittoresca spiaggia di Golden Bay, in Nuova Zelanda, nel tentativo di salvare circa 400 balene pilota che si sono arenate sul bagnasciuga. Purtroppo, almeno 300 sono già morte e per salvare le rimanenti, l'agenzia governativa per l'ambiente ha deciso una mobilitazione straordinaria, 24 ore su 24, per cercare di riportare in acqua e spingere al largo quelle che ancora stanno sopravvivendo

Fonte

Ucciso "Lupo Claudio" che insegnava agli uomini come vive il branco

L'animale, munito di radiocollare, si era spostato dalla zona del Parco del Gran Sasso verso le Marche e qui è stato trovato senza vita. "Un gesto stupido e vigliacco"

 

Roma, 9 febbraio 2017 - Un altro lupo, specie protetta, ucciso. Potrebbe sembrare un episodio di bracconaggio come tanti compiuti in Italia da chi non riconosce le regole e uccide specie protette - spiega una nota del Parco Nazionale del Gran Sasso - ma 'Claudio' era un lupo dotato di radiocollare, e da quando venne ritrovato ferito, curato e rimesso in libertà trasmetteva importanti notizie allo staff del Progetto Life MircoLupo. Notizie importanti sulle abitudini, sui movimenti dell'animale, sul suo branco: notizie difficilmente ottenibili in altro modo. Lupo Claudio era stato recuperato il 20 marzo 2016, dopo un investimento con un'auto, dal personale Forestale e dai tecnici dell'Ente Parco tra Rocca Santa Maria e Torricella Sicura, in provincia di Teramo.

Dopo le analisi da protocollo, le cure necessarie e una notte in osservazione, era stato reimmesso in natura nel luogo del suo ritrovamento, ma non prima di averlo dotato di collare munito di rilevatore Gps. Da quel momento Lupo Claudio aveva iniziato a trasmettere importanti notizie. "Avevamo, ad esempio, appreso che si era presto riunito al branco originale e aveva iniziato a frequentare una zona marginale dell'area protetta", dicono dal Parco del Gran Sasso. "Per mesi avevamo seguito Lupo Claudio, e grazie anche ad avvistamenti ed alle tracce individuate, eravamo riusciti a capire come si muoveva e che non era solo - proseguono dal Parco del Gran Sasso - Avevamo scoperto che da qualche tempo aveva lasciato la zona e il branco, era andato in dispersione verso le Marche ed era alla ricerca di un nuovo territorio in cui vivere. Aveva passato tutto il territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma è stato ucciso e la sua avventura come la nostra storia finisce sotto un ponte del comune di Cessapalombo in provincia di Macerata".

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A fine mese arriva la mutua (privata) per cani e gatti

 

 



giovedì 9 febbraio 2017

Gatto salva un uomo rimasto intrappolato in un garage


Ivy è una gattina di due anni. Vive con Mary Johnston, una donna di 72 anni di un piccolo paesino canadese. Nei giorni scorsi la micia è finita sui giornali locali per aver salvato un vicino di casa rimasto intrappolato nella porta del garage.

«Ivy di solito ama stare sul divano accanto alla mia sedia quando leggo» racconta la donna. Ma quel giorno è saltata sul davanzale e ha iniziato ad andare su e giù guardando nervosamente fuori dalla finestra. Era così agitata che è saltata in braccio a Mary per attirare la sua attenzione, cosa che di solito non fa mai.

«Ad un certo punto ho sentito provenire da fuori quel solito lamento che i gatti fanno quando sono in difficoltà» spiega la donna che ha deciso di uscire per vedere che cosa stesse accadendo. Avvicinatasi al finile del suo vicino Eric Russell ha scoperto che proprio quell’uomo era rimasto bloccato in aria con il braccio incastrato nella porta del garage.

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Il gatto in versione baby sitter (video)

 

 

sabato 4 febbraio 2017

Una ragazza e il suo cane salvano una capra con il suo piccolo

Fulvio Cerutti

Hamdü Sena Bilgin ha solo 11 anni, ma la vita in un piccolo villaggio fuori dalla città di Rize, in Turchia, l’ha fatta crescere in fretta. Lei e la sua famiglia lavorano in una piccola fattoria dove allevano delle capre per il loro latte.

Anche se ancora giovane, lei è già abituata a fare la pastorella insieme ai suoi cani. Qualche giorno fa una delle capre a un certo punto ha avuto le doglie. Temendo che la capra ed il suo piccolo nascente fossero troppo deboli per riuscire a tornare da soli la giovane pastorella ha deciso di intervenire: «Dopo il parto ho condotto il resto della mandria verso casa - racconta Hamdü Sena -. Poi ho preso due zaini da casa e sono tornata con Tomi dalla capra e dal suo piccolo».

Una volta arrivati sul posto la ragazza ha caricato la capra nel suo zaino ed il piccolo nato nello zaino del suo amico a quattrozampe: «È un buon cane ed è molto intelligente» così si è incamminata nel terreno ripido e pieno di neve per portare in salvo ed in sicurezza la nuova famiglia.

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Balena spiaggiata in Norvegia: aveva mangiato 30 sacchetti di plastica

Una balena arenata, trovata sull’isola di Sotra, vicino a Bergen, in Norvegia, aveva dentro lo stomaco una trentina di sacchetti di plastica. L’autopsia effettuata sul corpo dell’animale ha rivelato che l’intestino era stato completamente svuotato da ogni residuo di cibo e che la balena deve avere sofferto molto prima di morire. Il più lungo dei sacchetti misurava due metri. L’autopsia e la morte di questo gigante del mare ha riportato nuovamente l’attenzione dei media norvegesi e non solo sul problema allarmante dell’inquinamento dei mari.


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venerdì 3 febbraio 2017

Un cane avvelenato salvato grazie a un’ambulanza improvvisata

Escot giaceva davanti al negozio di alimentari del suo amico umano sull’isola Isabela, in Ecuador. Era immobile, come se stesse aspettando la morte. «Stava iniziando a tremare - racconta la dott.ssa Tjarda Reints Bok, veterinario del Darwin Animal Doctors, intervenuta in aiuto dell’incrocio di Labrador di 4 anni -. Ero molto preoccupata. Normalmente quando iniziano a tremare non si può fare più niente. È come se fosse il punto di non ritorno».

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Il gatto più paziente del mondo? Forse è questo, scoprite il perché

 

 

giovedì 2 febbraio 2017

Alt al piano per sparare ai lupi: le Regioni ottengono il rinvio

La mancanza di consenso ha spinto al rinvio. Emiliano: "Il lupo è essenziale anche per arginare la pressione dei cinghiali". Contrarie agli abbattimenti tutte le associazioni ecologiste, dal Wwf a Legambiente


ROMA - La licenza di uccidere i lupi non è passata. Niente via libera dalla Conferenza Stato Regioni che avrebbe dovuto dare semaforo verde al piano, preparato dal ministero dell'Ambiente, che includeva la possibilità di interrompere la rigorosa tutela che ha permesso a questo animale simbolo di sopravvivere. La decisione ufficiale è un rinvio, di fatto è mancato l'accordo politico. La pressione delle associazioni ambientaliste (mobilitazione del web, manifestazioni davanti al ministero degli Affari regionali, digiuno di protesta degli ecoradicali) e l'orientamento delle Regioni hanno portato a un aggiustamento del tiro. "La decisione della Conferenza Stato-Regioni di rinviare l'approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo, come richiesto dal Wwf Italia e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network nelle azioni promosse dall'Associazione, è un primo importante segnale", ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del Wwf Italia.

Il piano in realtà prevede 22 misure: solo nell'ultima è stata inserita una deroga che permette l'abbattimento dei lupi, sia pure in casi definiti "eccezionali". Ma, visto che queste eccezioni sono già piuttosy, to frequenti (in 4 anni sono stati ritrovati 137 lupi uccisi dall'uomo), l'idea di ricominciare a sparare a uno degli emblemi della rinascita della natura ha incontrato forti opposizioni.

Anche perché, come ha notato il governatore della Puglia Michele Emiliano, "il lupo è essenziale in molti luoghi, soprattutto del Centro Sud, per mantenere un equilibrio dell'ecosistema nei confronti, ad esempio, di un'altra specie che provoca molti danni all'agricoltura, i cinghiali". E così la richiesta al governo di eliminare il permesso di uccidere i lupi è stata sottoscritta da molte Regioni.

Contrario agli abbattimenti il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. E per il rinvio si è pronunciata la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani: "Non passano certo sotto silenzio le ragioni degli allevatori, ma bisogna anche tenere nel debito conto l'evoluzione della nostra sensibilità ambientale: per decenni noi e i nostri figli siamo cresciuti nel timore che un animale nobile come il lupo sparisse definitivamente dall'Italia".


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Nel centro di Monte Adone, dove si salvano i lupi: "Fermate l'abbattimento"

I lupi salvati dal Centro Monte Adone